CACCIA, BERTOLA (M5S):“STOP CACCIA A SETTEMBRE, REGIONE ACCOLGA INDICAZIONI ISPRA SU SICCITA’. IL PD SIA COERENTE”

caccia bertola

L’ecosistema piemontese è già sotto stress a causa dell’eccezionale ondata di siccità estiva, chiediamo quindi alla Giunta Chiamparino di bloccare subito le giornate di anticipazione della caccia previste a settembre.

La Regione accolga le indicazioni dell’ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale) che attraverso una nota ha invitato tutte le Regioni italiane ad adottare provvedimenti cautelativi per la tutela della fauna seguendo il principio di precauzione.

Auspichiamo che l’assessore Ferrero non ceda alle pressioni della lobby delle doppiette e intervenga subito.

Pretendiamo coerenza a tutti i livelli dal Partito Democratico che attraverso le dichiarazioni di alcuni consiglieri regionali ha chiesto la sospensione del periodo di caccia in settembre.

Ora attendiamo la Giunta alla prova dei fatti. In caso contrario avremo assistito al consueto teatrino del Pd che recita le due parti in commedia senza produrre alcun atto concreto.

Giorgio Bertola, Consigliere regionale M5S Piemonte

Fonte: https://www.piemonte5stelle.it/2017/08/caccia-bertola-m5s-stop-caccia-settembre-regione-accolga-indicazioni-ispra-siccita-pd-sia-coerente/

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On. Paolo Bernini contro la macellazione rituale

riti bernini blog

particolare foto tratta da : http://www.agenpress.it/notizie/2017/08/30/festa-del-sacrificio-appello-dellon-paolo-bernini-m5s-macellazione-rituale/

“Ho già proposto, come portavoce parlamentare del MoVimento 5 Stelle, una adeguata revisione della legge che consente le macellazioni rituali, quindi senza alcuno stordimento preventivo degli animali: è necessario abolire la deroga di legge, senza se e senza ma.

Per evitare inoltre che avvengano macellazioni rituali casalinghe illegali, ho richiesto alle forze dell’ordine di predisporre speciali controlli in occasione di questo periodo, affinché siano almeno scongiurati episodi sconcertanti come successo in passato: animali uccisi per strada o negli appartamenti.

Ovviamente è pleonastico, ma sempre doveroso ricordare che il miglior modo per garantire benessere e diritti agli animali è quello di scegliere di diventare #vegan.

Fonte:

https://www.facebook.com/VEGANOinPARLAMENTO/

SICCITA’ E INCENDI: L’ ISPRA INVITA LE REGIONI A POSTICIPARE LA CACCIA

no caccia blog

Uno schiaffo, anzi, un bel destro viene sferrato all’Ispra, che vorrei ricordare è l’Istituto di ricerca del Ministro dell’Ambiente!

L’Ispra giusto pochi giorni fa aveva invitato le regioni a sospendere o almeno a limitare la stagione della caccia.

Lo avevano chiesto già i primi di agosto le associazioni ambientaliste, denunciando come #siccità e #incendi di quest’anno abbiano stremato la fauna selvatica, privandola di cibo, acqua e rifugi.

E invece Toscana e Sicilia si fanno beffa di tutti e salta fuori che non solo non applicheranno le indicazioni (se non in minima parte) dell’Istituto ma anticiperanno persino le battute di caccia al 2 e 3 settembre, mentre la stagione venatoria aprirà ufficialmente il 17 settembre.

Ma chi pensava di prendere in giro Enrico Rossi, presidente della regione Toscana, quando solo pochi giorni fa diceva: «Non si può dichiarare lo stato di calamità per la siccità e poi non tener di conto anche delle sofferenze degli animali»?

Una follia, non solo non si tiene conto del fatto che gli italiani sono sempre più contrari alla caccia (quasi il 70%, secondo i dati EURISPES del 2016) ma nemmeno delle raccomandazioni dell’ISPRA.

Un fatto gravissimo e per questo, alla riapertura dell’attività parlamentare, consegneremo immediatamente una risoluzione per bloccare la stagione venatoria.
#NOCACCIA

 

Fonte: https://www.facebook.com/MirkoBustoM5S/

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Eh sì, non basta il rosso delle fiamme che sta facendo strage del nostro patrimonio naturale.  Ora ci si mette pure l’ennesima coltellata alle spalle (degli orsi e dei lupi) da parte del biopatico Ugo Rossi, presidente della Provincia autonoma di Trento.

Lui ha firmato in tempo di record un’ordinanza per catturare l’orso, protagonista di un incidente avvenuto alcuni giorni fa a Terlago (Trento) che avrebbe ferito un uomo che passeggiava col cane. Al di là di come siano andati realmente i fatti (c’erano i cuccioli nelle vicinanze? il cane non era al guinzaglio e ha spaventato forse l’orsa?) questo evento ha contribuito a facilitare l’apertura della caccia all’orso. Infatti, la Provincia di Trento, subito dopo l’aggressione, ha avuto il via libera dalla Commissione dei Dodici (Commissione paritetica Stato-Regioni per il Trentino Alto Adige) alla presentazione, in Consiglio dei Ministri, della totale autonomia di intervento sui plantigradi e, visto che c’erano, anche dei lupi. Nel quasi assoluto silenzio dei media, infatti, mancherebbe solo la firma di Gentiloni a questo ennesimo scempio del patrimonio naturale italiano.

Rossi e il suo entourage, non paghi di aver ottenuto qualche mese fa la possibilità di realizzare senza alcun controllo nazionale il proprio Piano venatorio, fanno fatica a comprendere il concetto che la fauna è patrimonio indisponibile dello Stato, e per Stato si intende l’Italia intera, la stessa che pagherebbe sanzioni europee se il progetto di reintroduzione dei grandi carnivori, presi i soldi europei, andasse male.

Il progetto Life Ursus è nato, infatti, nel 1996 con l’obiettivo di risollevare le sorti dell’ultimo nucleo di orso bruno delle Alpi italiane. Per quanto riguarda il Trentino, il rischio di estinzione di questo animale si era fatto sentire soprattutto negli anni ’90 quando la presenza del grande carnivoro era di soli tre o quattro esemplari che si trovavano nella zona del Brenta nord orientale. Life Ursus prevede quindi che le istituzioni locali e nazionali tutelino e proteggano la presenza degli orsi e di tutta la loro varietà di comportamenti propri della specie. Tale tutela deve essere garantita in special modo nei confronti degli orsi appartenenti al progetto Europeo anche in considerazione del fatto che cospicui fondi Europei e Statali sono stati finalizzati espressamente a questo scopo.

«La convivenza fra uomo e orso è possibile», si legge sul sito della provincia di Trento, «a patto che si rispettino alcune semplici regole di comportamento. A questo obiettivo lavora, da tempo, la Provincia autonoma di Trento, che ha messo in campo una serie di strumenti finalizzati ad informare la popolazione sul progetto orso e soprattutto su come comportarsi in caso di incontro con questo mammifero che è tornato a popolare il territorio del Trentino occidentale».

Mi chiedo se questo sia stato davvero realizzato. Perché con ogni probabilità, se i cittadini fossero stati adeguatamente informati, non avrebbero rischiato di infilarsi in zone dove è noto che si possano incontrare gli orsi (per di più con i cani non al guinzaglio, uno dei comportamenti sconsigliati in caso di passeggiata fra i boschi in aree “a rischio”) o quantomeno sarebbero andati con la giusta “preparazione”.

Gli spazi per i selvatici sono sempre più ridotti a causa della mano dell’uomo per cui ora sta proprio all’uomo individuare forme di convivenza. Soluzioni che sono già state individuate ma che forse non sono state promosse a sufficienza. Per quale ragione mi chiedo?

L’orso è per natura un animale diffidente, specialmente con l’uomo e come tutte le specie selvatiche preferisce evitare il contatto. L’orso non attacca l’uomo, se non è provocato/disturbato e mantiene costantemente la distanza di fuga. Bastano quindi poche semplici norme di comportamento per ridurre al minimo i già di per sé improbabili rischi di aggressione attiva. «Un orso che salta fuori all’improvviso manifestando aggressività è tipicamente un comportamento difensivo, ovvero di un animale sorpreso e infastidito in qualche modo. Un’autodifesa, che è praticamente la totalità degli eventi di attacco da orso in Europa», argomenta Zeni, forestale e che nel suo libro In nome dell’orso dedica un lungo capitolo agli attacchi.

La convivenza con i selvatici è possibile quando la popolazione locale viene appositamente formata e quando viene incentivato il turismo consapevole.

In Trentino invece ci sono orsi “assatanati” oppure, cosa più probabile, una totale malafede sicuramente più comoda che organizzare una capillare educazione alla corretta coesistenza con gli orsi, ripopolati in Trentino tramite ingenti fondi comunitari.

Mi rivolgo dunque al Presidente Gentiloni e al ministro dell’ambiente Galletti affinché si esprimano e in tempi brevi contro questo scellerato provvedimento.

 

Fonte: http://mirkobusto.net/trentino-gli-orsi-estate-rossi-sangue/

RISPARMIA 4164 LITRI DI ACQUA

acqua e carne

DA: http://mirkobusto.net/alimentazione-sostenibile-e-acqua/

L’acqua è cruciale per la sicurezza alimentare. Non possiamo permetterci stili di vita a elevato consumo idrico.

Per questo, ‪#‎iomangiosostenibile‬.

L’allevare animali consuma enormi quantità di acqua sia per l’agricoltura necessaria alla coltivazione di cereali e legumi per i mangimi sia per le varie fasi dei processi produttivi.

 In media, un kg di manzo consuma 16.726 litri di acqua, mentre 5.469 litri sono necessari per un kg di maiale.

Una alimentazione basata su soli alimenti vegetali, in un solo giorno, può far risparmiare mediamente 4.164 litri di acqua.

Già oggi, 50 paesi nel mondo presentano carenze idriche da moderate a importanti tutto l’anno, mentre 27 Paesi importano più di metà dell’acqua che consumano. Il problema non è solo quanta ne abbiamo ma la sua qualità e distribuzione.

Secondo la FAO, entro il 2025, 1,8 miliardi di persone vivranno in paesi con scarsità d’acqua assoluta e due terzi della popolazione mondiale in condizioni di stress idrico.

La crescita della popolazione mondiale e lo spostamento verso modelli alimentari “occidentali” ad elevato consumo di proteine animali non può che aggravare la situazione.

Ridurre il consumo di alimenti animali è un obiettivo strategico di una politica che guardi alle prossime generazioni.

ROMA: ADDIO BOTTICELLE!

 

cavalli

foto tratta da: http://roma.repubblica.it/cronaca/2017/06/09/news/roma_niente_piu_botticelle_per_le_strade_del_centro-167692209/

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Addio botticelle!!

Dalla Dolcevita al turismo dolce.

Il futuro circola a Roma, con botticelle elettriche che mandano in pensione i cavalli sostituendoli con le biocarrozze!

Tradizione ed innovazione: in città continueranno a circolare le botticelle, ma elettriche.
Roma infatti, fedele agli impegni presi in campagna elettorale, approva una memoria in Giunta che limita la circolazione delle botticelle trainate a cavalli nei soli parchi e ville storiche di Roma, come primo passo verso l’eliminazione del trasporto a cavalli.


L’obiettivo è quello di tutelare il benessere degli animali, costretti a circolare nelle strade di Roma in condizioni innaturali, tra smog, traffico ed alte temperature sostituendoli con mezzi ecologici ed innovativi.

Fonte: https://www.facebook.com/MirkoBustoM5S/

LA CATTIVA SCIENZA. http://www.beppegrillo.it/m/2007/01/la_cattiva_scie.html

BeagleLa sperimentazione animale è una risorsa. Non per tutta l’umanità. Ma solo per le industrie chimiche. Il denaro viene prima della nostra salute. E della sofferenza degli animali. La politica è fatta dalle aziende. Dai loro interessi. Dai loro politici. Legioni. Maggioranze parlamentari. I cittadini informati protestano. Gli altri nemmeno quello. Non si possono servire gli interessi delle persone e i profitti delle aziende. Sono incompatibili. Per questo i politici hanno scelto la politica del conto corrente. Quella che li porterà lontano, se non li vivisezionano prima gli elettori.
Pubblico una lettera di Fabrizia Pratesi sul progetto REACH, un’altra sconfitta da cui ripartire.

Caro Beppe,
il progetto europeo REACH, per regolamentare le sostanze chimiche messe in commercio, aveva, come sai, il fine di migliorare la qualità della nostra vita, dopo oltre 50 anni di Far West europeo (la maggior parte di queste sostanze non subiva test di tossicità).
E’ infatti dimostrato che la diffusione dei prodotti di sintesi, anche di uso comune come gli insetticidi, produce ogni anno un milione circa di morti premature ed un continuo aumento di malattie quali cancro, Parkinson, Alzheimer, Sclerosi Multipla, malformazioni congenite, sterilità, patologie del sistema endocrino. Già nel 2004 la ‘Dichiarazione Internazionale sui Pericoli dell’Inquinamento Chimico’ presentata da Luc Montaigner e molti scienziati famosi all’Unesco, iniziava con le parole: “La specie umana è in pericolo”. Durante il lungo dibattito su REACH, durato oltre 3 anni, i politici (Commissione, Consiglio dei Ministri e Parlamento) dovevano mediare tra tutela della salute e dell’ambiente e tutela di interessi privati (industrie chimiche). Il risultato: nel voto finale (13/12/06) gli interessi delle industrie hanno prevalso su quelli dell’ambiente e della salute umana, con mille modifiche peggiorative apportate al testo.
Non posso elencarle tutte. Mi limito a denunciare l’errore più grave, il pilastro d’argilla sul quale si basa REACH: il considerare valida, nella valutazione di tossicità delle sostanze, la prova eseguita con i test su animali, malgrado le denunce, sempre più frequenti e su organi ufficiali, di inaffidabilità di questi test, perfino da parte del direttore scientifico responsabile per la ricerca della Commissione Europea, Thomas Hartung, che in un editoriale della prestigiosa rivista ‘Nature’ dice che i test su animali, per la scarsa affidabilità, sono ‘cattiva scienza’ e auspica che REACH sia l’occasione per dare alla tossicologia dignità di scienza, con un totale rinnovamento.
Se gli Stati Membri non correggeranno questo punto nella fase applicativa, l’intero progetto REACH sarà vanificato. I test su animali, oltre a fornire previsioni errate per l’uomo, consentiranno alle industrie di poter ancora programmare le risposte (variando la specie animale usata, poiché ogni specie dà una risposta diversa) e aggirare la responsabilità civile (ricorrendo proprio, come sempre fatto, all’inaffidabilità della prova).
Ricordo che nel Programma di Governo Italiano è scritto:
“In linea con la normativa comunitaria e alla luce dei più recenti studi scientifici in materia, occorre promuovere e favorire la ricerca effettuata con metodi alternativi all’utilizzo di animali e progressivamente abolire la ricerca e la sperimentazione che ne facciano uso”.
Prego tutti coloro che sono sensibili al progresso della scienza, al miglioramento della salute umana ed alla difesa dei diritti sia umani che animali, di contattarmi all’indirizzo: equivita@equivita.it.”
Fabrizia Pratesi de Ferrariis (coordinatrice Comitato Scientifico EQUIVITA)

PS: Vi consiglio questi libri: Pietro Croce – ‘Vivisezione o Scienza, una scelta’, Hans Ruesch – ‘Imperatrice Nuda’, ‘La medicina smascherata’ e ‘La figlia dell’imperatrice’.

 

 

FONTE 30/05/2017

: https://www.facebook.com/VEGANOinPARLAMENTO/