Sperimentazione animale, marcia indietro della Regione

frediani

Sperimentazione animale, marcia indietro della Regione che disattende i propri impegni.

Nel nuovo bando pubblicato per le Infrastrutture di ricerca, 19,5 milioni di budget provenienti da fondi POR FESR 2014/2020, non vi è traccia di finanziamenti destinati a metodologie alternative. Nemmeno una riga su 67 pagine.

Eppure solo qualche mese fa, a metà aprile, il Consiglio Regionale, con il voto del PD, aveva approvato un ordine del giorno a prima firma Francesca Frediani per prevedere nella redazione dei bandi criteri di valutazione che favorissero metodi mirati a sostituire l’uso di animali.

Passato il clamore mediatico sulle sperimentazioni avvenute alla RBM presso il Bioindustry Park di Colleretto Giacosa (TO), partecipata al 39,21% dalla Regione Piemonte, la maggioranza PD ha continuato ad ignorare questo tema sperando, forse, che l’approvazione di un ordine del giorno bastasse come contentino a chi si batte contro questa barbarie.

Così nella redazione del nuovo bando tutte le buone intenzioni sono finite nel dimenticatoio della politica piemontese, sempre pronta ad indignarsi ma raramente ad intervenire concretamente pur avendo tutti gli strumenti a disposizione.

Ora il rischio concreto è che questi fondi finiscano proprio nelle mani di chi non ha la minima intenzione nè il minimo interesse a promuovere sperimentazioni alternative, consolidando un sistema di ricerca ormai obsoleto, a fronte delle nuove conquiste della scienza e della tecnologia che consentirebbero, con adeguati investimenti, di compiere un importante salto di qualità etico.

Presenteremo un’interrogazione alla Giunta per fare piena chiarezza e chiedere il rispetto dell’atto di indirizzo approvato.

Francesca Frediani, Capogruppo regionale M5S Piemonte

 

Fonte: https://www.piemonte5stelle.it/2017/11/sperimentazione-animale-la-regione-marcia-indietro-nessun-criterio-favorire-metodi-alternativi-nonostante-gli-impegni-presi/

 

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ZOO DI NAPOLI: TIGRE MUORE SOGNANDO LA LIBERTA’

FONTE:  https://www.facebook.com/VEGANOinPARLAMENTO/

È morta a 19 anni la tigre Kashmir, prigioniera senza colpe, nello Zoo di Napoli.
È da quando sono entrato in Parlamento che come portavoce parlamentare del MoVimento 5 Stelle mi occupo di questa struttura con interrogazioni parlamentari, ma il Governo si permette di non rispondere alle specifiche richieste di chiarimenti sulla legittimità della struttura e sulla sua gestione.

Kashmir, per colpa dell’uomo, è stata costretta a patire anche la fame dopo il fallimento della società che gestiva la struttura, per anni ha avuto talmente poco spazio a disposizione così da trascorrere le giornate a girare su se stessa in una gabbietta con la pavimentazione di cemento.

È stata privata della liberta’, sono stati frustrati i suoi istinti, è stata deprivata di ogni naturale esigenza, del suo habitat, affinché potesse essere semplicemente fonte di guadagno per qualcuno.

Recentemente era stata spostata in una gabbia un po’ più grande, ma ovviamente non è bastato. Kashmir meritava la libertà.

La cattività uccide e costringe esseri senzienti dalle elevate capacità cognitive ad essere trasformati in tristi animali violati nella loro dignità.

Il #M5S ha intenzione di trasformare tutte queste strutture in centri di recupero per animali provenienti da situazioni di maltrattamento, in veri e propri Santuari in cui gli animali non più liberabili in natura possano trovare accoglienza, dignità, rispetto e l’amore che meritano.

Ricorda queste immagini quando deciderai di finanziare l’ingiusta prigionia di esseri senzienti acquistando il biglietto dello zoo.

NUTRIE:

nutrie

Da: https://parlamento17.openpolis.it/atto/documento/id/404602

Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

 

Atto a cui si riferisce: C.4/16580   

 Atto Camera  
   
 Interrogazione a risposta scritta 4  –  16580 presentato da BERNINI Paolo
testo di Lunedì 15 maggio 2017, seduta n. 796   PAOLO BERNINI. — Al Ministro della salute, al Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, al Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali . — Per sapere – premesso che:
le nutrie provengono dalla fuga e/o dalla liberazione di animali allevati e destinati ad essere utilizzati per realizzare le pellicce «castorino». Quando il mercato si è indirizzato verso l’utilizzo di altre specie, intorno agli anni ‘80, gli allevatori hanno liberato gli animali in natura;
volpi, lupi, linci, gatti selvatici, gatti randagi, cani randagi, rapaci diurni e notturni, ciconiformi, lucci e colubridi sono predatori naturali delle nutrie;
le nutrie sono quindi state introdotte in Italia come specie alloctone (hanno origine dal sud America) e poi, una volta libere, si sono naturalizzate, ovvero perfettamente adattate alla vita selvatica e quindi, giuridicamente sono sottoposte alla normativa n. 157 del 1992;
il collegato ambientale alla legge di stabilità 2016 pone fine agli stermini di nutrie con metodi cruenti come proposto nelle numerose ordinanze comunali poiché obbliga al rispetto dell’articolo 19 della legge n. 157 del 1992 e, lo stesso collegato ambientale, passa la responsabilità della loro gestione alle provincie e alle regioni. Tale articolo dispone l’applicazione in via prioritaria dei metodi di controllo ecologici e non cruenti; quindi nessun metodo di uccisione è prevedibile o ipotizzabile. I metodi ecologici devono essere proposti dall’Ispra e, unitamente, l’ente stesso deve anche procedere ad una valutazione sui risultati da essi prodotti, circostanza per circostanza;  
la legge regionale del Veneto n. 15 del 26 maggio 2016 «Misure per il contenimento finalizzato alla eradicazione della nutria (Myocastor coypus)» contempla piani di eradicazione con metodi che prevedono l’uccisione degli animali;
 il concetto di animale inteso come «essere senziente» è contenuto nel Trattato comunitario di Lisbona del 12 dicembre 2007 (articolo 13), dove si afferma che «L’Unione e gli Stati membri tengono pienamente conto delle esigenze in materia di benessere degli animali in quanto esseri senzienti»;   
 l’utilizzo delle trappole e la soppressione eutanasica degli animali, come già effettuato in passato, non hanno prodotto alcun risultato significativo e sono quindi attualmente vietati e ricadenti sotto le norme del codice penale;
inoltre, le nutrie sono «incolpate» ingiustamente di distruggere gli argini e fare ingenti danni. La scienza dimostra che purtroppo ciò è dovuto agli ungulati che sono reintrodotti in massa, soprattutto a fini venatori. L’impatto che la nutria può esercitare sulle biocenosi dei luoghi in cui è stata introdotta è ancora poco studiato e non è possibile trarre conclusioni definitive;
 gli studi scientifici dell’Ispra nel 2008, mostrano come l’abbattimento periodico con armi da fuoco provochi una riduzione di capi nell’immediato, ma la popolazione torni poi ad aumentare nel tempo rendendo vane le spese sostenute. Inoltre, l’uccisione con armi da fuoco mette in atto una selezione naturale che fa sopravvivere gli individui più furbi, rendendo le generazioni future sempre più difficili da cacciare –:
se i Ministri interrogati non intendano promuovere, come prevede la normativa, l’utilizzo di metodi che offrono soluzioni eticamente e scientificamente efficaci e biocompatibili;   
se i Ministri interrogati non ritengano opportuno promuovere parallelamente queste azioni:
a) impedire i ripopolamenti degli ungulati a fini venatori a causa dei danni che questi recano agli argini;
b) ripristinare gli habitat e l’utilizzo dei metodi ecologici;
c) favorire lo studio e la valutazione di programmi di sterilizzazione delle nutrie per il contenimento della specie;
se i Ministri non ritengano opportuno intervenire, per quanto di competenza, per evitare una inutile strage e la diffusione di comportamenti pericolosi anche per la tutela della salute e dell’incolumità pubblica, in ragione della diffusione di progetti di uccisione che prevedono l’uso di armi da fuoco anche in «aree parco».
(4-16580)

CACCIA, BERTOLA (M5S):“STOP CACCIA A SETTEMBRE, REGIONE ACCOLGA INDICAZIONI ISPRA SU SICCITA’. IL PD SIA COERENTE”

caccia bertola

L’ecosistema piemontese è già sotto stress a causa dell’eccezionale ondata di siccità estiva, chiediamo quindi alla Giunta Chiamparino di bloccare subito le giornate di anticipazione della caccia previste a settembre.

La Regione accolga le indicazioni dell’ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale) che attraverso una nota ha invitato tutte le Regioni italiane ad adottare provvedimenti cautelativi per la tutela della fauna seguendo il principio di precauzione.

Auspichiamo che l’assessore Ferrero non ceda alle pressioni della lobby delle doppiette e intervenga subito.

Pretendiamo coerenza a tutti i livelli dal Partito Democratico che attraverso le dichiarazioni di alcuni consiglieri regionali ha chiesto la sospensione del periodo di caccia in settembre.

Ora attendiamo la Giunta alla prova dei fatti. In caso contrario avremo assistito al consueto teatrino del Pd che recita le due parti in commedia senza produrre alcun atto concreto.

Giorgio Bertola, Consigliere regionale M5S Piemonte

Fonte: https://www.piemonte5stelle.it/2017/08/caccia-bertola-m5s-stop-caccia-settembre-regione-accolga-indicazioni-ispra-siccita-pd-sia-coerente/

On. Paolo Bernini contro la macellazione rituale

riti bernini blog

particolare foto tratta da : http://www.agenpress.it/notizie/2017/08/30/festa-del-sacrificio-appello-dellon-paolo-bernini-m5s-macellazione-rituale/

“Ho già proposto, come portavoce parlamentare del MoVimento 5 Stelle, una adeguata revisione della legge che consente le macellazioni rituali, quindi senza alcuno stordimento preventivo degli animali: è necessario abolire la deroga di legge, senza se e senza ma.

Per evitare inoltre che avvengano macellazioni rituali casalinghe illegali, ho richiesto alle forze dell’ordine di predisporre speciali controlli in occasione di questo periodo, affinché siano almeno scongiurati episodi sconcertanti come successo in passato: animali uccisi per strada o negli appartamenti.

Ovviamente è pleonastico, ma sempre doveroso ricordare che il miglior modo per garantire benessere e diritti agli animali è quello di scegliere di diventare #vegan.

Fonte:

https://www.facebook.com/VEGANOinPARLAMENTO/

SICCITA’ E INCENDI: L’ ISPRA INVITA LE REGIONI A POSTICIPARE LA CACCIA

no caccia blog

Uno schiaffo, anzi, un bel destro viene sferrato all’Ispra, che vorrei ricordare è l’Istituto di ricerca del Ministro dell’Ambiente!

L’Ispra giusto pochi giorni fa aveva invitato le regioni a sospendere o almeno a limitare la stagione della caccia.

Lo avevano chiesto già i primi di agosto le associazioni ambientaliste, denunciando come #siccità e #incendi di quest’anno abbiano stremato la fauna selvatica, privandola di cibo, acqua e rifugi.

E invece Toscana e Sicilia si fanno beffa di tutti e salta fuori che non solo non applicheranno le indicazioni (se non in minima parte) dell’Istituto ma anticiperanno persino le battute di caccia al 2 e 3 settembre, mentre la stagione venatoria aprirà ufficialmente il 17 settembre.

Ma chi pensava di prendere in giro Enrico Rossi, presidente della regione Toscana, quando solo pochi giorni fa diceva: «Non si può dichiarare lo stato di calamità per la siccità e poi non tener di conto anche delle sofferenze degli animali»?

Una follia, non solo non si tiene conto del fatto che gli italiani sono sempre più contrari alla caccia (quasi il 70%, secondo i dati EURISPES del 2016) ma nemmeno delle raccomandazioni dell’ISPRA.

Un fatto gravissimo e per questo, alla riapertura dell’attività parlamentare, consegneremo immediatamente una risoluzione per bloccare la stagione venatoria.
#NOCACCIA

 

Fonte: https://www.facebook.com/MirkoBustoM5S/

trenitino-orso-img

Eh sì, non basta il rosso delle fiamme che sta facendo strage del nostro patrimonio naturale.  Ora ci si mette pure l’ennesima coltellata alle spalle (degli orsi e dei lupi) da parte del biopatico Ugo Rossi, presidente della Provincia autonoma di Trento.

Lui ha firmato in tempo di record un’ordinanza per catturare l’orso, protagonista di un incidente avvenuto alcuni giorni fa a Terlago (Trento) che avrebbe ferito un uomo che passeggiava col cane. Al di là di come siano andati realmente i fatti (c’erano i cuccioli nelle vicinanze? il cane non era al guinzaglio e ha spaventato forse l’orsa?) questo evento ha contribuito a facilitare l’apertura della caccia all’orso. Infatti, la Provincia di Trento, subito dopo l’aggressione, ha avuto il via libera dalla Commissione dei Dodici (Commissione paritetica Stato-Regioni per il Trentino Alto Adige) alla presentazione, in Consiglio dei Ministri, della totale autonomia di intervento sui plantigradi e, visto che c’erano, anche dei lupi. Nel quasi assoluto silenzio dei media, infatti, mancherebbe solo la firma di Gentiloni a questo ennesimo scempio del patrimonio naturale italiano.

Rossi e il suo entourage, non paghi di aver ottenuto qualche mese fa la possibilità di realizzare senza alcun controllo nazionale il proprio Piano venatorio, fanno fatica a comprendere il concetto che la fauna è patrimonio indisponibile dello Stato, e per Stato si intende l’Italia intera, la stessa che pagherebbe sanzioni europee se il progetto di reintroduzione dei grandi carnivori, presi i soldi europei, andasse male.

Il progetto Life Ursus è nato, infatti, nel 1996 con l’obiettivo di risollevare le sorti dell’ultimo nucleo di orso bruno delle Alpi italiane. Per quanto riguarda il Trentino, il rischio di estinzione di questo animale si era fatto sentire soprattutto negli anni ’90 quando la presenza del grande carnivoro era di soli tre o quattro esemplari che si trovavano nella zona del Brenta nord orientale. Life Ursus prevede quindi che le istituzioni locali e nazionali tutelino e proteggano la presenza degli orsi e di tutta la loro varietà di comportamenti propri della specie. Tale tutela deve essere garantita in special modo nei confronti degli orsi appartenenti al progetto Europeo anche in considerazione del fatto che cospicui fondi Europei e Statali sono stati finalizzati espressamente a questo scopo.

«La convivenza fra uomo e orso è possibile», si legge sul sito della provincia di Trento, «a patto che si rispettino alcune semplici regole di comportamento. A questo obiettivo lavora, da tempo, la Provincia autonoma di Trento, che ha messo in campo una serie di strumenti finalizzati ad informare la popolazione sul progetto orso e soprattutto su come comportarsi in caso di incontro con questo mammifero che è tornato a popolare il territorio del Trentino occidentale».

Mi chiedo se questo sia stato davvero realizzato. Perché con ogni probabilità, se i cittadini fossero stati adeguatamente informati, non avrebbero rischiato di infilarsi in zone dove è noto che si possano incontrare gli orsi (per di più con i cani non al guinzaglio, uno dei comportamenti sconsigliati in caso di passeggiata fra i boschi in aree “a rischio”) o quantomeno sarebbero andati con la giusta “preparazione”.

Gli spazi per i selvatici sono sempre più ridotti a causa della mano dell’uomo per cui ora sta proprio all’uomo individuare forme di convivenza. Soluzioni che sono già state individuate ma che forse non sono state promosse a sufficienza. Per quale ragione mi chiedo?

L’orso è per natura un animale diffidente, specialmente con l’uomo e come tutte le specie selvatiche preferisce evitare il contatto. L’orso non attacca l’uomo, se non è provocato/disturbato e mantiene costantemente la distanza di fuga. Bastano quindi poche semplici norme di comportamento per ridurre al minimo i già di per sé improbabili rischi di aggressione attiva. «Un orso che salta fuori all’improvviso manifestando aggressività è tipicamente un comportamento difensivo, ovvero di un animale sorpreso e infastidito in qualche modo. Un’autodifesa, che è praticamente la totalità degli eventi di attacco da orso in Europa», argomenta Zeni, forestale e che nel suo libro In nome dell’orso dedica un lungo capitolo agli attacchi.

La convivenza con i selvatici è possibile quando la popolazione locale viene appositamente formata e quando viene incentivato il turismo consapevole.

In Trentino invece ci sono orsi “assatanati” oppure, cosa più probabile, una totale malafede sicuramente più comoda che organizzare una capillare educazione alla corretta coesistenza con gli orsi, ripopolati in Trentino tramite ingenti fondi comunitari.

Mi rivolgo dunque al Presidente Gentiloni e al ministro dell’ambiente Galletti affinché si esprimano e in tempi brevi contro questo scellerato provvedimento.

 

Fonte: http://mirkobusto.net/trentino-gli-orsi-estate-rossi-sangue/